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DAC apre le porte ad altre aziende campane dell’aerospazio

In un incontro con la stampa all’Unione degli industriali il Prof. Luigi Carrino, presidente del Distretto Aerospaziale della Campania – Dac, ha illustrato le novità decise dalla governance della società e le modalità di ammissione per i soggetti che faranno richiesta di aderire al Dac. Confermata l’intenzione di valorizzazione quelle preesistenze che hanno radicato una presenza significativa sul territorio campano e nel comparto aerospaziale. Sarà dunque il Consiglio di Amministrazione, ha detto Carrino, a decidere quali aziende entreranno a far parte del Distretto, in conformità a criteri di valutazione quali il numero di addetti a tempo indeterminato, la percentuale d’investimenti destinati alla ricerca, i brevetti prodotti, la disponibilità di un piano industriale di sviluppo sul territorio regionale, il fatturato derivante dalla produzione in Campania

Il Dac, con l’archiviazione dell’originario progetto istituzionale di Distretto Aeronautico Campano, formulato nei Delibera regionali 618 del 27 marzo 2009, si è affermato come interlocutore delle istituzioni proponendosi come soggetto delle politiche della Ricerca regionali. Il suo presidente Luigi Carrino ha assunto anche la presidenza del CIRA, il Centro di Ricerca di Capua, e oggi si propone come sintesi degli interessi di tutti i soggetti pubblici e privati che operano nel comparto aerospaziale campano.  “Molti ci hanno chiesto di aderire al DAC, un segnale importante che sottolinea anche il valore aggiunto e le potenzialità dell’aver costituito in Campania un Distretto Tecnologico per l’Aerospazio“. “E’ chiaro – ha detto Il presidente Luigi Carrino – che gli obiettivi e i risultati che si riusciranno a raggiungere in termini di sviluppo e di competitività del territorio dipendono dagli sforzi delle imprese ma anche delle Istituzioni che devono poter avere interlocuzioni di qualità e proposte strategiche e non a pioggia“.

Con riferimento ai segnali negativi dell’export del distretto campano rilevati dall’Osservatorio dei Distretti del Banco San Paolo, e sull’incertezza per il nuovo programma ATR di Alenia Aermacchi, Carrino ritiene che il programma sarà lanciato da Finmeccanica perché strategico per il futuro dell’industria aeronautica dell’intero Paese. Ha tuttavia convenuto che il tempo non è una variabile ininfluente per lo stato di salute di molte aziende della subfornitura, alcune delle quali già soffrono di cadute di commesse. E’ necessario puntare ad altri business – ha detto Carrino – non restando fermi in attesa delle decisioni di Finmeccanica.

Il presidente del Dac sollecitato dalla stampa si è poi espresso sulle destinazioni d’uso per le imprese degli scali aeroportuali campani, sul polo delle manutenzioni aeronautiche a Capodichino e i nuovi insediamenti industriali a Capua, come esempio di una vitalità delle imprese campane, che lascia ben sperare per il futuro.

Per presentare istanza di adesione al Dac c’è tempo fino al 10 febbraio, il numero massimo di nuovi soci è fissato in 50 imprese.  La quota minima d’ingresso è pari a 5.000 euro, mentre la massima è di 25.000, il CDA si riserva di deliberare che gli attuali soci che detengono quote inferiori ai 5.000 euro possano richiedere l’adeguamento alla soglia minima.

Ricordiamo che il Dac è una Scarl, le imprese hanno la maggioranza dei rappresentanti nel Consiglio di amministrazione, la quota pubblica tra università e centri di ricerca è del 63%, vi hanno aderito 140 soggetti, tra le grandi imprese, centri di ricerca, le Università, Consorzi e PMI del comparto aerospaziale campano. Il Dac costituito il 30 maggio 2012, si propose come distretto tecnologico della ricerca per accedere al bando Pon “Ricerca e Innovazione 2007-2013”, è presentò ben 11 grandi progetti di ricerca per un ammontare di 145 milioni d’investimenti privati e di fondi comunitari cofinanziati. Nel corso del 2014 e 2015 sono stati decretati dieci progetti per complessivi 81.6 milioni di euro.

Il Presidente dell’Unione Industriali di Napoli, Ambrogio Prezioso, che ha partecipato alla conferenza stampa, ha aggiunto, “occorre tuttavia anche che, nell’applicazione dei risultati della ricerca alla pratica produttiva si tenga conto delle esigenze concrete delle imprese“. “Nel Dac sono state, con lungimiranza, poste le premesse perché questa interazione possa cogliere i frutti auspicati. La gestione è, infatti, a maggioranza privata. L’aggregazione è un elemento di forza nella moderna competizione. La manifestazione d’interesse che sarà qui presentata e che mira ad allargare ulteriormente compagine societaria e capitale rappresenta un’ennesima dimostrazione di quanto irreversibile sia questa tendenza“.