NOORDWIJK (OLANDA) - Una nuova ‘sentinella’ è all’erta sopra le nostre teste. Il satellite Sentinel 5P dell’Agenzia spaziale europea è decollato dal cosmodromo di Plesetsk, in Russia. Ha dispiegato i suoi pannelli solari (italiani) e inviato il primo segnale. Entro poche ore raggiungerà l’orbita e dopo alcune settimane inizierà a lavorare, analizzando la composizione dell’aria che respiriamo una volta al giorno da più di 800 chilometri altezza.Partito in testa a un Rockot, razzo balistico intercontinentale progettato negli anni ‘70 come arma e riconvertito per l’uso commerciale, Sentinel-5 Precursor è il primo satellite della costellazione Copernicus dedicato al monitoraggio dell’atmosfera. Il suo spettrografo, Tropomi, mapperà l’intero pianeta ogni 24 ore con un raggio d’azione ampio 2.600 chilometri, una risoluzione di 7 per 3,5 chilometri. Misurerà la presenza dei principali gas inquinanti, pericolosi per la nostra salute e per il clima come diossido di azoto, ozono, formaldeide, diossido di zolfo, metano, monossido di carbonio e gli aerosol.
Tropomi è lo strumento olandese in grado di capire, analizzando la luce che rimbalza da Terra, quali gas compongono la troposfera, la parte più bassa dell’atmosfera, quella in cui viviamo, fino a una quota di 10 chilometri. E di stabilirne l’origine. È stato progettato come “precursore” della prossima generazione di sonde, le Sentinel 5, che avranno una accuratezza e una potenza ancora maggiore e saranno operative nei prossimi anni.
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Il meteo dell’aria. Il Sentinel 5P sarà anche di aiuto per rilevare la presenza di ceneri vulcaniche, fornire informazioni in tempo reale per le tratte aree interessate dalle eruzioni, ma anche per analizzare la quantità di raggi UV, radiazioni dannose per la nostra pelle e fornire giornalmente dati per un servizio meteo sullo stato di salute dell’aria che respiriamo. “Il satellite è uno strumento obiettivo e va oltre le frontiere – sottolinea Simonetta Cheli, del Direttorato osservazione della Terra dell’Esa – e sarà fondamentale per operare delle scelte che tengano conto della qualità dell’aria e dell’inquinamento. Inoltre i nostri dati saranno liberi grazie a un’interfaccia web, utilizzabili da enti e per la ricerca scientifica ma anche per creare impresa. In questo senso potranno portare anche benefici economici per startup con nuove idee”.La costellazione di satelliti del programma Copernicus hanno già dato prova, nel recente passato, delle potenzialità dei loro sensori. Le rilevazioni al suolo hanno permesso, in India, di riconoscere le coltivazioni distrutte da alluvioni e risarcire velocemente i contadini. Gazie al loro occhio è stato possibile censire le strutture danneggiate o distrutte dal terremoto del Centro Italia e dall’uragano Irma ai Caraibi. “Le nostre immagini sono state utili anche in California, per trovare vie libere dal fuoco per i soccorsi” racconta Mark Drinkwater, dipartimento Osservazione della Terra.Sentinel 5P Volerà in orbita sincrona con il Sole a una quota di 824 chilometri inseguendo un suo ‘collega’ più anziano, il Suomi Npp di Nasa e Noaa. Una specie di tandem, in modo da poter incrociare i dati di Tropomi con lo strumento del satellite americano che osserva la copertura nuvolosa, mentre sorvolano la stessa porzione di pianeta pressoché nello stesso momento. “Per i primi 25 giorni il sensore dovrà restare chiuso, per evitare di essere contaminato dai gas del satellite – spiega Robert Meisner, communication officer per l’osservazione della Terra – poi potremo aprirlo. Avremo quella che chiamiamo la ‘prima luce’ dopo 30 giorni circa. Ma il satellite sarà pienamente operativo dopo sei mesi, per calibrare e verificare i dati ed essere sicuri che tutto funzioni a dovere”.Sentinel 5P, che ha un costo complessivo di 240 milioni di euro, è frutto della collaborazione tra Esa e l’Olanda e fa parte del programma Copernicus, il più vasto dedicato all’osservazione e monitoraggio del nostro pianeta. Alla realizzazione di Sentinel 5P hanno collaborato tutti gli stati membri dell’Esa attraverso le loro aziende. L’Italia con Leonardo, uno dei principali partner industriali del programma europeo Copernicus, ha fornito i pannelli fotovoltaici per l’alimentazione del satellite, costruiti a Nerviano mentre la controllata Telespazio, attraverso la sua subsidiary tedesca, dal 2013 ha offerto al centro operativo Esoc dell’Esa a Darmstadt il proprio supporto ingegneristico.

 

Da REPUBBLICA.IT – di MATTEO MARINI