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Progetto SMS (Small Mission to marS) – Incontro del Team di Progetto con l’Ambasciatore degli Emirati Arabi

Lo scorso lunedì, 15 Gennaio, a Roma presso l’Ambasciata in Italia degli Emirati Arabi Uniti si è tenuto l’incontro del Team di Progetto SMS (Small Mission to marS) con l’Ambasciatore, SE Saqer Nasser Al Rissi.

La delegazione, guidata dal Dott. Riccardo Monti, Presidente Italferr e Past President ICE e dall’Ing. Norberto Salza era costituita dall’ Ing. Salvatore Borrelli, Responsabile Spazio del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), dal Prof. Luciano Gramiccia, Presidente della SRS Eng. Design, dal Prof. Michele Grassi, Professore di Impianti e Sistemi Aerospaziali presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale della Facoltà di Ingegneria di Napoli, dal Dott. Arturo Moccia, Amministratore della Lead Tech e dall’Ing. Francesco Punzo, Responsabile dei Programmi di ALI.

Il meeting si è aperto con i saluti dell’Ambasciatore, che era accompagnato dal Dr.Iyad Hafez dell’Ambasciata, e che ha poi presentato le diverse opportunità che gli Emirati Arabi stanno offrendo nei settori del turismo e dell’innovazione tecnologica, quest’ultimo in ambito spaziale.

In particolare, l’Ambasciatore ha fatto accenno sulle attività svolte  dal Mohammed bin Rashid Space Centre (MBRSC) dell’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti che sta lavorando alla prima missione spaziale completamente pianificata e gestita negli Emirati Arabi Uniti, denominata Hope Mars Probe, e che prevede lo sviluppo di una sonda marziana che partirà alla volta del pianeta rosso nel 2020 per raggiungerlo l’anno successivo dopo un viaggio di circa sette mesi, in coincidenza con le celebrazioni del cinquantesimo anniversario dalla fondazione della nazione.

Oltre la missione Hope, l’Agenzia Spaziale degli Emirati Uniti ha pianificato per i prossimi anni un importante piano di investimenti per nuove missioni scientifiche e tecnologiche, ed in particolare su Marte.

La riunione è proseguita con l’intervento del Dott. Monti che ha elogiato le competenze delle imprese e degli enti presenti e sulla necessità di dare un contributo alla loro crescita internazionale individuando l’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti come una concreta opportunità dove poter promuovere le tecnologie da loro sviluppate.

L’Ing. Salza, a nome della delegazione, ha presentato gli obiettivi principali della missione SMS evidenziando gli elementi di economicità e innovazione ed in particolare: il sistema utilizzato per la fase discendente con l’adozione dello scudo di protezione termica che applica la tecnologia di deployment IRENE; la possibilità del lander di trasportare piccoli payload scientifici e tecnologici sul suolo marziano; il sistema di telecomunicazioni satellitari.

In particolare, si è ribadito che IRENE darà la possibilità al lander di SMS di raggiungere velocità subsoniche già ad altissime altitudini, evitando in tal modo nella fase discendente sul suolo marziano l’utilizzo di retrorazzi.

Un risultato fino ad oggi mai raggiunto da nessuna missione marziana.

Sono poi seguite le presentazioni del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (Borrelli) e del Dipartimento di Ingegneria Industriale della Facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II di Napoli (Grassi) e delle due consorziate di ALI, la Lead Tech (Moccia) operante nel settore della manualistica e dello sviluppo SW e la SRS ED (Gramiccia) operante nel campo della progettazione e delle simulazioni.

Al termine dell’incontro la delegazione, anche in considerazione dei rapporti già avviati con la Khalifa University di Abu Dhabi, ha proposto all’Ambasciatore di supportarli nell’organizzare un incontro con i responsabili dell’Agenzia Spaziale degli Emirati Arabi Uniti, coinvolte nella progettazione e realizzazione di tali missioni, al fine di presentare i risultati finora ottenuti su SMS, e poter mettere a disposizione le proprie esperienze e competenze e avviare attività di studio e collaborazione congiunta.

L’ Ambasciatore ha dato la sua massima disponibilità a promuovere il Progetto SMS presso i tavoli istituzionali e tecnici e di organizzare quanto prima una sua visita presso le sedi delle società presenti.

Da sinistra: Arturo Moccia, Luciano Gramiccia, Salvatore Borrelli, Norberto Salza, Saqer Nasser Al Rissi, Michele Grassi, Francesco Punzo, Riccardo Monti.  

Da sinistra: Arturo Moccia, Luciano Gramiccia, Salvatore Borrelli, Norberto Salza, Saqer Nasser Al Rissi, Michele Grassi, Francesco Punzo, Riccardo Monti.

 

Progetto SMS (Small Mission to marS)

SMS (Small Mission to marS) è un progetto per l’invio di una piccola sonda tecnologica su Marte, che presenta elementi di economicità e innovazione.

La missione è stata ideata dalla società consortile ALI (Aerospace Innovation for Innovatove components) che ha sede nell’area industriale di Napoli e da un team di importanti player industriali e centri di ricerca del settore spaziale, quali l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF, il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli “Federico II” , il Distretto Aerospaziale della Sardegna, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, le società AEROSEKUR, Foxbit, Lead Tech, SRS Engineering Design, Euro.Soft, Tehcno System developments e Telespazio, le “start up” ENEA e Space Factory. A questo team si è aggiunto il supporto di eccellenze internazionali quali il Dipartimento Aerospaziale della Open University, il Centro di Ricerca Spagnolo CIMNE, la Khalifa University di Abu Dhabi.

La caratteristica principale della missione SMS riguarda uno dei componenti critici, e tra i più costosi, di ogni missione interplanetaria, cioè il sistema di protezione termica utilizzato per la fase di discesa su Marte, il quale presenta elementi di forte innovazione ed unicità adottando uno scudo protettivo “deployable” derivato da una tecnologia, denominata IRENE, sviluppata e brevettata da ALI.

IRENE è l’acronimo di “Italian RE-entry NacellE”, ed è una tecnologia italiana unica al mondo nel suo genere che utilizza un meccanismo di apertura dello scudo termico del lander nella modalità umbrella-like .

Il meccanismo di deployment IRENE

Il meccanismo di deployment IRENE

Sviluppata dalla società consortile ALI (Aerospace Innovation for Innovatove components), che ne detiene anche il brevetto internazionale, la tecnologia IRENE è stata finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), dal Ministero Italiano per lo Sviluppo Economico (MISE) e dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA).

IRENE sarà provata in volo il prossimo autunno 2018, con un lancio a bordo di un razzo sonda dalla base di lancio svedese di Kiruna.

Nell’ambito della missione SMS, questa tecnologia, oltre alla protezione termica nelle fasi iniziali della discesa, fornisce un vantaggio addizionale che consiste nella possibilità di rallentare fino a condizioni subsoniche già negli strati alti dell’atmosfera marziana, evitando il ricorso ad un paracadute supersonico. Quindi la tecnologia IRENE consente di risolvere con un unico sistema il problema della protezione termica e del rallentamento della discesa della sonda, consentendo l’implementazione di una modalità di discesa innovativa, che si basa solo sull’apertura di un paracadute subsonico e di un sistema terminale di soft landing, evitando dunque il ricorso a sistemi di retrorazzi, con conseguente riduzione nella complessità del sistema e maggiore affidabilità.

Un profilo di discesa di questo tipo non è stata ancora mai effettuato sino ad oggi da nessuna missione marziana.

 

Fase discendente di SMS

Fase discendente di SMS

L’uso di tale tecnologica e il progetto altamente miniaturizzato della sonda consentono di stimare l’investimento per la realizzazione della missione SMS a circa 120 milioni di US $, incluso il lancio.

L’investimento, notevolmente inferiore rispetto alle altre missioni interplanetarie sin qui realizzate, potrà essere ottenuto proprio grazie alla tecnologia IRENE, e al know-how maturato dai partner, con il “riutilizzo intelligente” di prodotti già sviluppati dagli stessi su altri programmi spaziali.

L’Agenzia Spaziale Europea ESA ha finanziato nel 2016, nell’ambito del Programma General Study, lo studio di fattibilità della missione, mentre le attività di sviluppo tecnologico di sottosistemi critici, stimati globalmente in circa 20 milioni di US $, sono stati sinora già parzialmente finanziati, per un valore di 12 milioni di US $, nell’ambito di fondi nazionali italiani e comunitari.

Gli sviluppi tecnologici saranno focalizzati principalmente allo studio, realizzazione e testing del sistema di landing dello spacecraft, che rappresenta l’elemento di maggiore criticità della missione.

Il carattere innovativo della tecnologia della missione SMS è stato valorizzato anche dalla NASA, che nell’ambito della survey “Mars Payload Services Sources Sought”, cui ALI ha partecipato, ha espresso una esplicita manifestazione di interesse.


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